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manutenzione antincendio

 

Le normative vigenti impongono che tutte le apparecchiature antincendio siano soggette ad una manutenzione programmata per mantenerle in efficienza con cadenza non superiore ai sei mesi.

F.I.A.M.M.A. S.r.l. pone un´attenzione particolare nel tenere uno standard qualitativo altissimo al fine di garantire nel tempo l´efficacia di tutte le protezioni antincendio.

Un considerevole investimento software è stato realizzato per garantire alla nostra clientela un programma puntuale e preciso per il rispetto delle scadenze delle varie fasi manutentive. Il nostro personale è costantemente aggiornato, grazie a corsi dedicati. Le attrezzature usate nell´espletamento del servizio sono di primo ordine e tenute in efficienza con regolarità. Particolare attenzione è posta nel reperimento e nell´applicazione delle nuove normative a cui doversi attenere.

Oltre alla fase manutentiva ordinaria, F.I.A.M.M.A. S.r.l. è pronta ad attivarsi in tempi rapidissimi per eventuali problemi che dovessero insorgere in qualsiasi momento. Nel caso il contratto di manutenzione preveda la soluzione “24 hours service”, una nostra squadra sarà pronta 24 ore su 24 per risolvere situazioni di emergenza la cui soluzione non possa essere procrastinata nel normale orario di lavoro.

Per i nostri clienti è disponibile anche un´assistenza telefonica che permette di abbattere significativamente i costi di manutenzione strordinaria. Il nostro personale tecnico, grazie ad una preparazione ed una professionalità esemplare, è infatti in grado di guidare telefonicamente il cliente stesso ad eseguire quelle manovre che spesso possono risolvere il problema sorto, senza necessità di un intervento diretto.

Nel nostro ordinamento la manutenzione dei mezzi di estinzione incendi è regolamentata da diverse prescrizioni.

In particolare modo tale materia è trattata dal D.P.R. 547 del 27 aprile 1955, "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro", dal D.M. interno, lavoro e previdenza sociale 10 marzo 1998, "Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro" e dal famoso D.Lgs. 626 del 19 settembre 1994, concernente il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.

Rispetto all'edizione precedente, la norma UNI 9994:2003 "Apparecchiature per estinzione incendi - Estintori di incendio - Manutenzione" indica nuovi criteri per il collaudo, il controllo e la sostituzione dell'agente estinguente degli estintori.

MANUTENZIONE IMPIANTI E DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO

Con il Decreto del Presidente della Repubblica del 27 Aprile 1955 n.547, si dispone in tutti gli ambienti di lavoro in cui esistano pericoli specifici d'incendio, l'obbligo di predisporre mezzi di estinzione idonei i quali devono essere mantenuti in efficenza e controllati almeno una volta ogni sei mesi da personale esperto.

NORMA UNI 9994 - MANUTENZIONE ESTINTORI

In Italia l'unica normativa cogente era data dall'art.34 del DPR 547/55 che definisce la cadenza dei controlli e chi è abilitato a farli; la norma UNI 9994 benchè non cogente è senza dubbio la norma tecnica che in modo chiaro definisce tutte le operazioni cui sottoporre gli estintori per avere sicurezza della loro efficenza. MESSA AL BANDO DELL'HALON Negli ambienti di lavoro, sono molto diffusi gli impianti antincendio sia fissi che mobili che usano l'halon come estinguente. Con il Decreto Ministeriale dell'Ambiente del 26/03/1996, in Italia ne è stato proibito l'utilizzo con decorrenza 1° Gennaio 1999 PROROGA DELLA MESSA AL BANDO DELL'HALON Con il Decreto Ministeriale del 10/03/1999, il termine stabilito dal D.M.26/03/1996 per la dismissione dell'halon in tutti gli apparecchi ed impianti degli usi non considerati critici, è prorogato al 31 Dicembre 2000. REGOLAMENTO EUROPEO 2037/2000 Anche l'Unione Europea, con il nuovo RE 2037/2000, impone il divieto d'uso di halon recuperati, riciclati o rigenerati in sistemi di protezione antincendio fino al 31/12/2002 e la loro eliminazione entro il 31/12/2003 ad eccezione degli usi critici elencati nell'allegato VII. E' importante ricordare che questo termine è valido in tutti quegli stati della U.E. laddove non sussistono provvedimenti per una maggiore protezione assunti ai sensi dell'art.130R 130T del Trattato di Roma (come avvenuto per l'Italia D.M.26/03/1996 D.M.10/03/1999) In armonia con la normativa italiana, il nuovo regolamento stabilisce la possibilità di utilizzare gli HCFC nel settore antincendio in sostituzione degli halon, a determinate condizioni, utilizzando prodotti vergini, fino al 1° Gennaio 2010 e con prodotti riciclati successivamente.

La manutenzione delle attrezzature antincendio è un obbligo a carico del datore di lavoro sancito dal:
- D.P.R. 547 dell 27/04/1955, art. 34 punto c, "Manutenzione di tutte le apparecchiature antincendio"
- D.M. n. 64 del 10 Marzo 1998, art. 4

La norma tecnica di riferimento (anche per gli addetti delle ditte esterne di manutenzione) per la manutenzione degli estintori è la norma UNI 9994:2003, "Apparecchiature per estinzione incendi; estintori d'incendio; manutenzione".
Questa norma indica le periodicità degli interventi di manutenzione e le modalità di esecuzione.
Sono previste 4 distinte fasi di manutenzione:

  1. Sorveglianza (art. 5.1 norma UNI 9994:2003)
  2. Controllo (art. 5.2. norma UNI 9994:2003)
  3. Revisione (art. 5.3. norma UNI 9994:2003)
  4. Collaudo (art. 5.4. norma UNI 9994:2003)

1) Sorveglianza
Consiste nella esecuzione, da parte di personale interno all'azienda e con frequenza non definita dalla norma (si consiglia frequenza mensile), dei seguenti accertamenti: - l'estintore sia presente e segnalato con apposito cartello - l'estintore sia chiaramente visibile, immediatamente utilizzabile e l'accesso allo stesso sia libero da ostacoli - l'estintore non sia manomesso - i contrassegni distintivi siano esposti a vista e siano ben leggibili - l'indicatore di pressione (se presente) indichi un valore di pressione compreso all'interno del campo verde - l'estintore non presenti anomalie (ugelli ostruiti, perdite, tracce di corrosione, sconnessioni, ecc.) - l'estintore sia esente da danni alle strutture di supporto ed alla maniglia di trasporto; se carrellato abbia le ruote funzionanti - il cartellino di manutenzione sia presente sull'apparecchio e correttamente compilato Tutte le eventuali anomalie riscontrate devono essere subito eliminate.

2) Controllo
Consiste nella esecuzione, da parte di personale esterno specializzato e riconosciuto e con frequenza semestrale, di una verifica dell'efficienza dell'estintore tramite una serie di accertamenti tecnici specifici a seconda del tipo di estintore (che omettiamo in quanto sotto la responsabilità della ditta di manutenzione).

3) Revisione
Consiste nella esecuzione, da parte di personale esterno specializzato e riconosciuto, di una serie di accertamenti ed interventi per verificare e rendere perfettamente efficiente l'estintore. Tra questi interventi (tutti elencati all'art. 5.3 della UNI 9994:2003), è inclusa la ricarica e/o sostituzione dell'agente estinguente presente nell'estintore (polvere, CO2, schiuma, ecc.). La frequenza della revisione e, quindi, della ricarica e/o sostituzione dell'agente estinguente è:
- estintori a polvere: 36 mesi (3 anni)
- estintori a CO2: 60 mesi (5 anni)
- estintori a schiuma: 18 mesi Ovviamente la frequenza parte dalla data di prima carica dell'estintore.

4) Collaudo
Consiste in una misura di prevenzione atta a verificare, da parte di personale esterno specializzato e riconosciuto, la stabilità dell’involucro tramite prova idraulica.
La periodicità del collaudo è:
- estintori a CO2: frequenza stabilita dalla legislazione vigente in materia di gas compressi e liquefatti, attualmente 10 anni;
- altri estintori non conformi alla Direttiva 97/23/CE (cioè non marcati CE): 6 anni
- altri estintori conformi alla Direttiva 97/23/CE (cioè marcati CE): 12 anni
La data di collaudo e la pressione di prova devono essere riportate sull'estintore in modo ben leggibile, indelebile e duraturo.


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